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MARTEDI 9 OTTOBRE 007, ore 21,30

La sinistra in guerra

un libro di Gaspare De Caro e Roberto De Caro (edizioni Colibrì)


ne parlano con gli autori Valerio Evangelisti e Alberto Prunetti


È storicamente provabile e provato che i popoli sono inclini a dar poco peso agli effetti delle guerre quando non li investano direttamente. È altrettanto vero però che negli individui il «dovere morale» può sempre fare affidamento «sulla propria fonte originaria: la fondamentale responsabilità umana verso l’altro», sicché i governi sono periodicamente costretti a correre ai ripari. Rielaborata alla bisogna, da quasi un secolo l’inventiva propagandistica della Grande Guerra impartisce alle genti la lezione fondamentale: l’altro non è una vittima, e men che meno un fratello, è il nemico. Stabilito l’assunto, restano i corollari. È risaputo che per sradicare nelle persone ogni eventuale afflato umanitario occorre raffigurare l’altro alla stregua di un animale, di una cosa, o almeno di un subumano. In tempo di guerra, o di pace che prepara la guerra, a questo compito si dedicano assiduamente non solo gli Stati maggiori degli eserciti, i preposti uffici, la stampa, la scuola e ogni periferica emanazione dello Stato, ma anche, spontanei, molti dei cervelli che abitano creativamente la società.

Chez nous, a partire dalla prima guerra del Golfo, la Sinistra si è accreditata nell’Altrove che conta rigurgitando senza riserve la turpe eredità dell’«interventismo democratico» ed è arrivata a scippare alla Destra la gestione in proprio dei conflitti, innestando sul DNA di un feroce decisionismo di scuola sarmatica non meno feroci tartufismi nostrani. Di lotta o di governo, riformista o di alternativa, finalmente protagonista ha riesumato l’idea di Patria, consacrato i militari e moltiplicato i teatri bellici con la reiterata complicità dei suoi estimatori, a beneficio massimo dei mercati, che su di essa hanno a più riprese oculatamente puntato, ma distribuendo al contempo anche apprezzabili dividendi istituzionali e confessionali. Guerra continua, dunque, come da promesse elettorali: ai migranti, al dissenso, ai salari, al pensiero, alla cultura, allo studio, ai poveri, alle pensioni, ai malati, guerra etica e umanitaria, giusta e necessaria, guerreggiata o simulata, guerra agli scrupoli, guerra al tabù della guerra, guerra dell’ONU, della NATO, dell’Europa, del fosforo bianco e dell’uranio impoverito, guerra alla pace, guerra per l’Ordine, guerra locale, guerra globale. Guerre democratiche, guerre di Sinistra. Senza se e senza ma.

leggi l'articolo di Massimo Cappitti su Carmilla on line

 
 
 
 

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