1  2  3  4  5  6  7  8  9  10  11  12  13  14  15  16  17  18  19  20  21  22 
 
LIBRI
DVD / VHS
FUMETTO ILLUSTRAZIONE GRAFICA
RIVISTE
AUTOPRODUZIONI
MUSICA
USATO REMAINDERS
 
CERCA NEL CATALOGO
NEWSLETTER
 
   
 

storie
MARTEDI 3 maggio 011, ore 21,00

QUESTO E’ IL FIN DI CHI FA MAL

quattro sguardi sull'Opera a cura di Giampiero Cane

terzo appuntamento


L’Opera, per quello che implica nella sua genesi e nelle singole messe in scena, dunque anche per lo spettacolo che propone, è l’ultimo asilo dello stile elevato. E’ possibile che in ciò sia implicito il giusto-bene che da essa promana.
Il libretto e il palcoscenico sono il luogo dell’azione e dell’insegnamento, la musica redime quel che viene narrato delle limitatezze umane, esorcizza ogni gesto e tendenzialmente sposta tutto dalla cronaca al mito, dall’episodico al sempiterno.

Nei quattro incontri con Giampiero Cane sul tema dell’Opera si percorrerà un po’ di questa via attraverso qualcosa di quel che si può apprendere da Don Giovanni di Mozart, Il Viaggio a Reims di Rossini, Ernani di Verdi e da tre opere nate dalle suggestioni de La vèritable histoire du chevalier De Grieux et de Manon Lescaut, quelle di Massenet, Puccini ed Henze.

Giampiero Cane ha iniziato nel 1964 una ininterrotta attività di critico musicale, collaborando nel tempo con l’Avanti!, Il Lavoro di Genova, L’Ora di Palermo, L’Alto Adige di Trento, il manifesto, oltre che con settimanali, come Lo Spettatore musicale, Disclub, Jazzland, Settegiorni, o altri periodici, come Amadeus e Il Saggiatore musicale. Per più di trent’anni è stato tra gli insegnanti dell’università di Bologna, tra i docenti del Dams, titolare di Civiltà musicale afro americana, ha retto anche gli insegnamenti di Drammaturgia musicale (1 anno), Etnomusicologia (2 anni) e Storia della musica moderna e contemporanea (5 anni) chimatovi per supplenza. Un suo capriccio letterario s’intitola Tre deformazioni dolorose: Sade, Rossini, Leopardi, manifesto libri, 1996.

Com’è Don Giovanni di Da Ponte e Mozart, rispetto a quello di Moliere? Cosa ne fa Kierkegaard del melodramma? Don Giovanni è un Parsifal (il puro-folle) tra gli ipocriti o un corruttore pubblico, più o meno un Berlusconi ante litteram? E del libretto, cosa fa la musica?
Negli scritti sui Secondary Words, Auden spiega quel che tutti sappiamo da quando conosciamo Platone o, forse da prima o “a prescindere”, come diceva Totò, spiega che ci appassioniamo a quel che è idealizzato, oppure che diventa tale per effetto del nostro appassionarci (ma quest’ultima affermazione e la precedente non sono affatto la stessa cosa). Rossini ci dà un’immagine altomimetica di un personaggio in Tancredi, opera artatissima, se mi si concede il superlativo, ed una bassomimetica nel più noto Il barbiere di Siviglia, in relazione a tutti quanti vi agiscono. Il luogo dove la rappresentazione nel ridicolo del basso e dell’alto si fondono assieme è Il Viaggio a Reims, una “cantata” che in realtà spicca come una delle migliori opere di Rossini. Se “le arti idealizzano il mondo”, qui, se non l’arte nulla è idealizzato.
Gabriele Baldini ha scritto importanti pagine sul melodramma verdiano, interessanti tanto il costume che la drammaturgia musicale. Quelle su Ernani si applicano al lavoro fatto da Verdi per dare ai personaggi del dramma il registro e l’espressione vocale confacenti.
Tre immagini di Manon da musicisti diversi (Massenet, Puccini ed Henze) danno tre corpi diversi ai personaggi che agiscono nell’opera. Anche i relativi libretti sono funzionali e partecipano alla variazione dei motivi.

i successivi appuntamenti son
martedi 3 maggio, ore 21,00
martedi 10 maggio, ore 21,00
gli incontri sono tutti ad ingresso libero

 
 
 
 

...

MODO infoshop Interno 4 Bologna Via Mascarella 24/b 40126 Bologna tel. 051/5871012 | info@modoinfoshop.com