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DOMENICA 28 AGOSTO 011, ore 21,00

Sonata per violino solo di Jean Barraqué



Silvia Mandolini
interpreta in prima esecuzione italiana la
Sonata per violino solo
di Jean Barraqué

La scoperta della Sonata per violino solo segna un importante acquisto nell’esiguo corpus musicale lasciato da Jean Barraqué. Il pezzo, datato 1949, si colloca come una svolta tanto estetica quanto ideologica nella vita del compositore francese. Scoperta dal musicologo Laurent Feneyrou, la Sonata è stata eseguita per la prima volta nel novembre 2009 a Parigi, dalla violinista Carolin Widmann. Per lungo tempo il lavoro noto di Barraqué comprendeva soltanto sette opere, incluse una Sonata per pianoforte, un Etude per nastro magnetico, la Séquence per voce e strumenti e un Concerto per clarinetto e vibrafono. Ma soprattutto Barraqué è stato il musicista della Morte di Virgilio, ciclo di composizioni musicali ispirato al romanzo di Hermann Broch e cominciato nel 1956, interrotto dalla malattia e dalla morte precoce dell’artista: “l’opera che non sarà mai completata e che desidero rimanga incompiuta, che soltanto la morte potrà ultimare”. Basata sulla seconda parte del romanzo che Broch dedicò a descrivere le ultime diciotto ore di vita di Virgilio.
 

Il più grande e il più misconosciuto dei compositori della sua generazione” è stato definito Jean Barraqué dal filosofo Michel Foucault, confermando il genio solitario del musicista francese, scomparso prematuramente, a soli quarantacinque anni dopo un’esistenza difficile e burrascosa. E’ stato proprio Foucault a suggerire al compositore, a cui era legato da un’intima relazione, di leggere il romanzo La Morte di Virgilio, ultimo capolavoro di Hermann Broch, l’autore austriaco considerato uno dei più grandi scrittori del ventesimo secolo. In oltre cinquecento pagine, Broch ha raccontato le ultime diciotto ore di vita di Virgilio, giunto gravemente malato a Brindisi e deciso, prima di morire, a bruciare l’Eneide. 

Barraqué decide di consacrare a quattro parti del romanzo tutte le sue energie, cominciando a comporre una serie di opere musicali che traggono diretta ispirazione dall’atmosfera notturna e delirante del romanzo di Broch. Il risultato furono ...au delà du hasard (1958-59), Chant après chant (1966) e Le temps restitué (1957-68) e altre incompiute, tutte focalizzate sul testo di Broch, come fosse una fonte inesauribile di ispirazione. Sono tutti lavori di vaste dimensioni, complessi e caratterizzati da una vocalità molto drammatica, spesso affannosa e mai lineare. Il tessuto musicale è invece meno soggetto all’influenza dei contenuti tragici, più libero e terso, ricco di riverberi e lucentezze. 

Silvia Mandolini
è nata a Montréal, Canada nel 1970. Diplomata al Conservatorio di musica della sua città nel 1991, ha proseguito gli studi presso la facoltà di musica dell'Università Mc Gill con Mauricio Fuks. Trasferitasi in Italia nel 1994, ha suonato in numerose orchestre sinfoniche e gruppi da camera quali i Virtuosi Italiani di Modena, il Divertimento Ensemble, l'Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI a Torino, l'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Roma. E' violinista stabile presso l'Orchestra del Teatro Comunale di Bologna dal 2008. E' stata invitata a numerosi festivals di musica contemporanea quali Milano Musica, la Biennale di Venezia, Sound Symposium Festival (Canada), proponendo musiche italiane e canadesi per violino solo e violino e pianoforte di cui numerose prime assolute. E' solista nelle colonne sonore dei films Le Acrobate e Pane e Tulipani, di Silvio Soldini, per le musiche del compositore milanese Giovani Venosta.

 
 
 
 

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